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Nuovi impianti padel: la SCIA non basta secondo il TAR Calabria
Una decisione amministrativa richiama i gestori alla prudenza: per realizzare campi, coperture e servizi con opere stabili può essere necessario un titolo edilizio più forte della SCIA.
Una recente decisione del TAR Calabria riporta al centro un tema concreto per chi progetta o amplia un circolo: la scelta del corretto titolo edilizio per campi da padel, coperture e strutture di servizio. Nel caso esaminato, una società aveva presentato nel 2023 una SCIA per realizzare due campi coperti da tensostruttura amovibile, spogliatoi e un punto di accoglienza a supporto di una struttura turistica nel territorio di Catanzaro.
Il Comune è intervenuto successivamente, disponendo nel 2025 l'annullamento del titolo e l'interruzione dell'attività. Il giudice amministrativo ha confermato l'impostazione secondo cui opere di questo tipo, considerate nel loro insieme e per l'effetto stabile sul territorio, non possono essere automaticamente legittimate con una semplice segnalazione certificata. Può risultare necessario il permesso di costruire, anche quando singoli elementi siano descritti come amovibili o non producano nuova volumetria.
Per i club il messaggio operativo è chiaro: prima di finanziare, realizzare o concedere in gestione un nuovo impianto è opportuno verificare destinazione urbanistica dell'area, vincoli locali, caratteristiche delle coperture, servizi accessori e titolo abilitativo richiesto. La presenza di una SCIA non elimina da sola il rischio di contestazioni successive. Ogni progetto resta però legato alle norme e agli atti del Comune competente: serve quindi una verifica tecnica e legale specifica prima dell'avvio dei lavori.